Alla scoperta delle origini del mondo, a Genova “Genesi” di Salgado

Alla scoperta delle origini del mondo, a Genova “Genesi” di Salgado

Un corpus di oltre duecento fotografie compongono l’imponente mostra di Sebastião Salgado dal titolo “Genesi”, allestita nelle sale del Palazzo Ducale di Genova fino al 26 giugno.

Dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia, sono queste le location immortalate da uno dei più grandi fotografi documentaristi del nostro tempo.

Il Palazzo Ducale a Genova

Il Palazzo Ducale a Genova

Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, la testimonianza visiva del mondo come era e del mondo come è. La terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amare. Questo è lo scopo e il valore dello straordinario progetto di Sebastião Salgado.

Uno sguardo appassionato che immortala le bellezze del nostro pianeta lanciandoci un monito: la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.

«Personalmente vedo questo progetto come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura – dichiara Salgado. L’ho chiamato Genesi perché, per quanto possibile, desidero ritornare alle origini del pianeta: all’aria, all’acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita; alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento e sono ancora “selvagge”; alle remote tribù dagli stili di vita “primitivi” e ancora incontaminati; agli esempi esistenti di forme primigenie di insediamenti e organizzazione umane».

Il fotografo brasiliano Sebastião Salgado

Il fotografo brasiliano Sebastião Salgado

Ci sono voluti ben otto anni per completare lo straordinario progetto del fotoreporter. Un viaggio lunghissimo alla scoperta della bellezza nei luoghi più remoti del Pianeta. «Questo viaggio – spiega Salgado – costituisce un tentativo di antropologia planetaria. Inoltre, ha anche lo scopo di agire da monito affinché si cerchi di preservare e se possibile ampliare questo mondo incontaminato, per far sì che sviluppo non sia sinonimo di distruzione Finora avevo fotografato un solo animale, l’uomo, poi ho preso la decisione di intraprendere questo progetto e di andare a vedere il Pianeta spinto da un’enorme curiosità di vedere il mondo, conoscerlo».

La mostra, curata da Lélia Wanick Salgado e prodotta da Civita su progetto di Contrasto e Amazonas Images, è visitabile tutti i giorni. Il lunedì dalle 14 alle 19 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. Ingresso 11 euro.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.


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