Bacio all’Hotel de Ville di Doisneau, la foto truffa più amata

Bacio all’Hotel de Ville di Doisneau, la foto truffa più amata

Due giovani innamorati che si baciano con alle spalle uno degli scorci più belli di Parigi, l’Hotel de Ville. “Bacio all’Hotel de Ville” di Robert Doisneau non è solo la foto più famosa dell’artista, ma è soprattutto un simbolo della Parigi del dopoguerra, con le sue aspettative e le sue speranze.

L’immagine fu scattata dal fotografo nel marzo del 1950, quando aveva 38 anni, durante un reportage commissionato dalla rivista “Life” sugli innamorati parigini.

Bacio all’Hotel de Ville di Doisneau, la foto truffa più amata

Ed è così che, seduto ad uno dei tavolini di quello che oggi dovrebbe essere il Cafè de l’Hotel de Ville, Doisneau si trova di fronte alla trafficata Rue de Rivoli, nella quale sorge il maestoso edificio in stile neorinascimentale dell’Hotel de Ville, sede del municipio parigino.

Di fronte a lui due giovani passanti, vestiti in modo curato che passeggiano quando, ad un tratto, il ragazzo, che poggia un braccio su una spalla della fidanzata, la stringe a sé, dandole un bacio appassionato. La scena sembra svolgersi nell’indifferenza dei passanti che continuano a passeggiare. Solo una donna, alle spalle della coppia, si accorge dell’osservatore munito di macchina fotografica, e fissa dritto nell’obiettivo.

La composizione dell’immagine è ordinata, con i soggetti in primo piano che risaltano dallo sfondo. Anche lo stile, con l’utilizzo del bianco e nero, è piuttosto sobrio.

"Bacio all'Hotel de Ville" - Robert Doisneau 1950

“Bacio all’Hotel de Ville” – Robert Doisneau 1950

Il successo dopo vent’anni

Al momento della pubblicazione sulla rivista “Life”, lo scatto non fece alcuno scalpore, anzi, la foto, pubblicata in piccolo formato, faceva parte di un mini reportage di altre cinque fotografie che raccontavano la vita degli innamorati nella Parigi del dopoguerra. Nemmeno Doisneau viene citato come autore di quelle foto.

Anni dopo, però, la fama e la potenza evocativa di quell’immagine crescono fino a consacrare definitivamente l’autore a fotografo “ufficiale” della Parigi inebriante e dai costumi disinvolti di quegli anni. Il successo dell’immagine arriva circa vent’anni dopo, quando, negli anni Settanta, vengono rasi al suolo Le Halles, i mercati generali parigini.

Da quel momento in poi si chiude un’epoca, quella del dopoguerra, nella quale la capitale francese è il centro culturale e intellettuale dell’Europa e dell’Occidente. È da quel momento in poi che tutte le fotografie di Doisneau, compresa quella del “Bacio all’Hotel de Ville”, cominciano ad avere successo, perché preziose testimonianze di una città e di un tempo che non ci sono più.

Oggi la foto è stata venduta circa 2,5 milioni di volte sotto forma di cartolina oppure riprodotta su poster, libri, calendari e su ogni altro tipo di gadget. È diventata, senza dubbio, la foto più riconoscibile di Doisneau, presente ad ogni sua retrospettiva. Eppure l’immagine non portò solo fama al suo autore che la definì «superficiale, facile da vendere, una foto puttana».

Il processo e la confessione di Doisneau

Nel 1988, a più di trent’anni di distanza dallo scatto, si fa avanti una coppia che, convinta che fosse lei ad essere ritratta nella foto, pretende il pagamento di una cospicua cifra come diritti sull’immagine. Nel processo Doisneau, per scampare alle accuse, confessa che l’immagine è il frutto di una messinscena e che per non incappare in noie legali aveva chiesto a due giovani attori, fidanzati, di posare per lui. I due ragazzi sono Françoise Bornet e Jacques Cartaud che successivamente proveranno invano a chiedere un risarcimento di 100mila franchi.

Robert Doisneau in una fotografia

Robert Doisneau in una fotografia

Il processo getta un’ombra sulle foto di Doisneau che, sulla fotografia di strada, spontanea e non costruita, aveva costruito un’intera carriera. Ciononostante, “Bacio all’Hotel de Ville” mantiene la sua forza evocativa e abbandona le sue pretese documentaristiche per diventare un’icona, una testimonianza di un’epoca che non esiste più.

Il fotografo di Parigi

Nato nel 1912 a Gentilly, Robert Doisneau studia litografia, dopo aver lavorato come assistente del fotografo modernista André Vigneau, dal 1934 al 1939 viene assunto alla Renault come fotografo industriale. Licenziato perché spesso in ritardo, nel 1946 entra nell’agenzia fotografica Rapho.

Nel 1949 pubblica il libro “La banlieue de Paris”. Dopo aver lavorato al fronte durante la Seconda guerra mondiale, Doisneau torna a Parigi, dove si afferma come fotografo di strada negli anni Cinquanta e Sessanta. Lavora per magazine come Life e Vogue e collabora con scrittori come Blaise Cendrars and Jacques Prevert. Muore nel 1994 a Montrouge.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.