Basilica di San Francesco d’Assisi. I luoghi più belli

Basilica di San Francesco d’Assisi. I luoghi più belli

Sito di culto fra i più importanti della Penisola e luogo che conserva le spoglie del patrono d’Italia, la Basilica di San Francesco d’Assisi fu edificata a soli due anni dalla morte del santo. A dispetto della regola della povertà osservata dai francescani, la chiesa è un esempio di straordinario sfarzo e simbolo della diffusione del gotico in Italia.

Per le sue decorazioni vanta il contributo di artisti come Giotto e Cimabue. Dal 2000 la Basilica di San Francesco d’Assisi è stata inserita nella lista dei siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Basilica di San Francesco d’Assisi. I luoghi più belli

La decisione di erigere una basilica che custodisse le spoglie di San Francesco toccò a papa Gregorio IX nel 1228, a soli due anni dalla morte del santo. La chiesa venne edificata con l’obiettivo di essere “specialis ecclesia” e, a lavori completati, venne insignita del titolo di “Caput et Mater dell’Ordine minoritico” e affidata in perpetuo ai frati francescani.

I lavori di costruzione della Basilica di San Francesco d’Assisi cominciarono il 17 luglio del 1228, esattamente il giorno dopo in cui il frate venne proclamato santo da papa Gregorio IX, a due anni di distanza dalla sua morte. L’edificio sacro fu ultimato nel 1253 sotto papa Innocenzo IV. Non sono certi i nomi degli architetti che si occuparono del progetto.

La facciata della Basilica di San Francesco d’Assisi

La facciata della Basilica di San Francesco d’Assisi

La chiesa fu eretta nel luogo che lo stesso Francesco indicò come luogo di sepoltura. Si tratta della collina inferiore della città, dove venivano sepolti i “senza legge”, i condannati dalla giustizia. L’idea originaria era di costruire la basilica seguendo il rigore praticato da Francesco durante la sua vita. Ma fin da subito si capì che la nuova chiesa non poteva rispondere a questi dettami per il suo alto valore simbolico.

La basilica, infatti, doveva avere due finalità. Dal momento che custodiva le reliquie del santo, era destinata ad essere luogo di pellegrinaggio. La basilica, inoltre, era strettamente legata al papato che vedeva nell’ordine dei francescani il mezzo attraverso cui avvicinarsi ai ceti più umili.

Basilica di San Francesco d’Assisi. La storia

La Basilica di San Francesco è il risultato della sovrapposizione di due chiese. La basilica inferiore fu ultimata due anni dopo la posa della prima pietra, nel 1230, anno in cui vi furono trasferite le spoglie del santo. La struttura è di ispirazione romanica. Sotto la guida del generale dell’ordine frate Elia vennero aggiunti una campata, il transetto e l’abside, mentre all’esterno venivano costruiti i pilastri che avrebbero supportato il peso della basilica superiore.

Anche le funzioni delle due “basiliche” andavano in questo modo diversificandosi: cripta la chiesa inferiore, destinata, invece alle prediche quella superiore. Non si hanno molte notizie dell’andamento dei lavori negli anni successivi. La basilica fu consacrata nel maggio del 1253, ma probabilmente per quella data non tutti i lavori furono portati a termine.

Una veduta laterale della Basilica di San Francesco d’Assisi

Una veduta laterale della Basilica di San Francesco d’Assisi

Nel 1798 la basilica fu invasa dai francesi e depredata. Nel 1810 l’ordine fu soppresso, ma nel 1814 i francescani vi ritornarono. L’ordine francescano fu nuovamente soppresso subito dopo l’unità d’Italia e il convento divenne un Convitto nazionale. La Basilica tornò ad essere di proprietà della Chiesa nel 1927. Nel 1939, con la proclamazione di Francesco patrono d’Italia, la basilica divenne Santuario nazionale.

Basilica di San Francesco d’Assisi. La struttura

La basilica è formata da due chiese sovrapposte, legate a due diverse fasi costruttive ed espressione di due differenti stili architettonici. La basilica inferiore è legata al romanico umbro, di derivazione lombarda; la basilica superiore è legata al gotico di matrice francese.

La basilica inferiore

La basilica inferiore ha funzione di chiesa tombale. Lo stile è romanico, privo di elevazione con grossi pilastri chiamati a sostenere il peso della chiesa superiore. Oltre alla tomba del santo, nella basilica inferiore è situato un locale che ospita le reliquie di san Francesco, pochi oggetti appartenuti al santo.

La basilica superiore

La chiesa superiore era destinata alle funzioni liturgiche ufficiali e presenta una facciata semplice. La parte alta è decorata con un rosone centrale, con ai lati i simboli degli Evangelisti in rilievo. Sullo stesso lato, poco dopo la costruzione della chiesa superiore, è stato innalzato il campanile. All’interno, gli archi a sesto acuto che attraversano la navata sono espressione del gotico.

Il rosone della chiesa superiore

Il rosone della chiesa superiore

La basilica superiore contiene la più completa raccolta di vetrate medievali d’Italia. Quelle della zona absidale sono di provenienza della Germania nord-orientale, mentre quelle del transetto e della navata sono in parte di francesi e in parte di una bottega nata nell’ambito dell’officina del Maestro di San Francesco.

Basilica di San Francesco d’Assisi. I danni del terremoto

Il terremoto del 26 settembre 1997 causò profonde lesioni alla basilica superiore, con il crollo della volta in due punti e danni al timpano del transetto: 130 metri quadrati di affreschi medievali furono ridotti in frammenti. La basilica rimase chiusa per due anni per i lavori di restauro. I danni del sisma non finiscono qui.

A crollare fu anche una parte degli affreschi sulla volta della prima campata: il San Girolamo (attribuito da alcuni a Giotto giovane); la figura di San Matteo, i Quattro evangelisti di Cimabue; la volta stellata, ridipinta nell’Ottocento.

Le decorazioni “Biblia pauperum”

Alle decorazioni della basilica hanno collaborato i più illustri artisti del tempo da Giotto a Cimabue a Simone Martini. Abbiamo già accennato al fatto che la Basilica non rispecchiasse la regola della povertà osservata dall’Ordine.

Oltre ai motivi sopra accennati ce n’è uno altrettanto importante. Le preziose decorazioni interne, infatti, servivano a quel tempo come mezzo di trasmissione del messaggio francescano. Le decorazioni figurative costituivano delle vere e proprie bibbie per i poveri che, incapaci di leggere, potevano ugualmente conoscere e imparare attraverso le immagini.

Cimabue dipinse probabilmente la Maestà nel transetto destro della basilica inferiore (e forse altri affreschi perduti, nel 1278 circa). A lui fu affidata anche la decorazione del coro e del transetto della basilica superiore. Intorno agli anni novanta del Duecento le vele e i registri superiori della navata furono decorati da maestranze romane e toscane con storie dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Gli affreschi del transetto basilica inferiore

Gli affreschi del transetto basilica inferiore

Fra gli artisti che si occuparono di questa sezione della chiesa si distinse il cosiddetto Maestro di Isacco, tradizionalmente identificato col giovane Giotto o con un maestro romano, forse Pietro Cavallini. Lo stesso maestro fu impegnato a raffigurare il ciclo più importante delle ventotto Storie di San Francesco. Anche questo ciclo è tradizionalmente attribuito a Giotto.

Intorno al 1307 a Giotto e ai suoi collaboratori venne affidata la decorazione della Cappella della Maddalena, sempre all’interno della basilica inferiore. Intorno agli anni venti del Trecento arrivarono ad Assisi i pittori senesi, fra cui Simone Martini e Pietro Lorenzetti, impegnati rispettivamente nella decorazione della Cappella di San Martino e del transetto sinistro della basilica inferiore. Entro gli anni trenta del Trecento la decorazione della basilica poteva dirsi completata.

Il campanile

La torre campanaria, completata nel 1239, sorge a ridosso del fianco sud. L’originaria copertura a cuspide fu abbattuta nel 1530. All’interno si trovano sette campane, di cui le 5 più grandi fuse dai Fratelli Baldini di Rimini nel 1837. La prima campana è chiamata affettuosamente “Francesca”. Dal 2000 la Basilica di San Francesco d’Assisi fa parte, insieme ad altri siti francescani del circondario, dei siti patrimonio dell’umanità proclamati dall’Unesco.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.