Castel del Monte, il castello non castello di Federico II

Castel del Monte, il castello non castello di Federico II

Progettato nel XIII secolo dall’imperatore Federico II, Castel del Monte è un’imponente costruzione che ancora oggi presenta alcuni aspetti poco conosciuti. Incerta è ad esempio la data di inizio dei lavori così come è incerto il nome dell’architetto a cui fu affidato il progetto.

Ma l’aspetto ancora sconosciuto è soprattutto la funzione per la quale fu costruito il castello che di residenza reale, forse possiede solo il nome. La precisione e la geometria dell’edificio hanno fatto sì che Castel del Monte venisse inserito nella lista Unesco dei patrimoni dell’umanità verso la fine degli anni Novanta.

Castel del Monte, il castello non castello di Federico II

Voluto da Federico II, Castel del Monte fu edificato nell’omonima località, attualmente frazione di Andria, in Puglia. L’edificio, sorge su una collina delle Murge occidentali, fu concepito con ogni probabilità intorno al 1240. L’architetto al quale fu affidato il progetto potrebbe essere Riccardo da Lentini, ma non si esclude che a ideare l’intera costruzione fu lo stesso Federico II.

Fra gli aspetti ancora da accertare vi è poi quello legato al luogo di edificazione. Ad oggi si ritiene che Castel del Monte sia stato edificato sulle rovine di una precedente fortezza prima longobarda e poi normanna. Raramente utilizzato per le feste, il Castello versò in un totale stato di abbandono intorno al XVII secolo quando fu adibito a carcere e a ricovero per pastori, briganti e profughi politici.

Il cortile interno di Castel del Monte

Il cortile interno di Castel del Monte

Neanche quando, secoli dopo, nel 1876 lo Stato italiano lo acquistò, Castel del Monte riuscì ad essere effettivamente recuperato. I primi lavori di restauro furono eseguiti dall’architetto Quagliati nel 1928. Dopo questo importante intervento ne seguirono ben due, nel 1975 e nel 1981, che riportarono il castello agli antichi splendori. Nel 1936 la costruzione fu dichiarata monumento nazionale.

Castel del Monte. Gli interni

L’edificio presenta una pianta ottagonale. A ogni spigolo si innesta una torretta a sua volta ottagonale e anche la corte interna è a forma di ottagono con i lati di misura diversa. Lo spazio interno è suddiviso in due piani, le cui stanze hanno forma trapezoidale. Il piano inferiore è collegato al piano superiore attraverso le scale a chiocciola non presenti però su tutte le otto torri. Le scale si sviluppano in senso antiorario e sono composte da 44 gradini trapezoidali.

Il piano superiore è più raffinato e curato rispetto a quello inferiore: i costoloni che sorreggono le volte sono più slanciati e ogni sala è illuminata dalle finestre bifore e, soltanto in un caso, da una trifora. Ogni finestra è fiancheggiata da gradini e sedili.

Castel del Monte.  L’esterno

Al portale di ingresso si accede attraverso due rampe di scale simmetriche, disposte ai lati e ricostruite nel 1928. La facciata principale è situata verso est, nel punto in cui sorge il sole nei giorni degli equinozi di primavera e di autunno.

L’ingresso principale è decorato con due colonne scanalate che sorreggono un finto architrave. Ogni parete presenta due finestre: una monofora al primo piano e una bifora al secondo piano. Le feritoie presenti sulle torri danno luce alle scale a chiocciola interne.

La tromba delle scale a chiocciola che collegano i due piani dell'edificio

La tromba delle scale a chiocciola che collegano i due piani dell’edificio

Castel del Monte. Il cortile e le decorazioni

Il cortile interno doveva essere arricchito al centro da una vasca, o da una fontana, sempre ottagonale, in seguito andata distrutta. Al di sotto del cortile c’è una grande cisterna ancora funzionante che serviva per la raccolta delle acque piovane.

In origine, le chiavi di volta dei costoloni erano decorate con creature mitologiche e motivi vegetali, caratteristici del realismo della tarda scultura sveva, di ispirazione romaneggiante.

La struttura è composta principalmente da tre diversi materiali: la pietra calcarea, che è il materiale preponderante e che dona all’edificio una sfumatura di colore diverso a seconda delle ore del giorno in cui la si guarda; il marmo bianco e la breccia corallina, che dona un’importante nota di colore alla struttura.

Tempio del sapere o centro benessere?

A dispetto del suo nome, Castel del Monte non sembra che abbia mai assolto alla funzione di castello. Anzi, è tutt’oggi ancora incerta la reale funzione per la quale fu costruito l’intero complesso. La posizione non strategica, l’assenza di elementi architettonici militari, come il fossato, le scale a chiocciola disposte in senso antiorario e le feritorie troppo strette per il lancio delle frecce, fanno pensare che l’edificio non fu mai pensato nella funzione di fortezza. E, allo stesso modo, Castel del Monte non potè mai essere concepito come residenza di caccia, data la mancanza di stalle o di altri ambienti tipici a costruzioni adibite per quello scopo.

Vista dal centro della corte interna

Vista dal centro della corte interna

Con ogni probabilità, a causa dei forti elementi simbolici presenti nell’architettura, si ritiene che Castel del Monte fosse una sorta di tempio del sapere, un luogo dove dedicarsi allo studio delle scienze. Non si esclude che l’edificio avesse la funzione di centro benessere, costruito su modello dell’hammam arabo. Molti gli elementi che fanno pensare in questa direzione: i sistemi di canalizzazione e raccolta dell’acqua, le numerose cisterne per la sua conservazione e la particolare conformazione dell’intero complesso.

In ogni caso, bisogna sottolineare che, in lontananza, l’edificio, proprio per la sua forma ottagonale, ripropone la sagoma di una corona, simbolo del potere imperiale.

Patrimonio dell’umanità dal 1996

Oltre ad essere stato dichiarato nel 1936 monumento nazionale, Castel del Monte è entrato a far parte nel 1996 della lista Unesco dei siti patrimonio dell’umanità. Il rigore matematico ed astronomico delle sue forme e l’armoniosa unione di elementi culturali del nord Europa, del mondo islamico e dell’antichità classica le motivazioni che hanno portato all’ambìto riconoscimento internazionale.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.