Chi è Carmelo Malacrino, direttore del Museo Archeologico di Reggio Calabria

Chi è Carmelo Malacrino, direttore del Museo Archeologico di Reggio Calabria

Carmelo Malacrino è il nuovo direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. È fra i tredici italiani nominati dal ministro Dario Franceschini alla guida di altrettanti musei. In tutto sono venti le istituzioni museali che subiranno un cambiamento al vertice. Oltre agli italiani, sette sono gli stranieri, tutti cittadini dell’UE, che ricopriranno il prestigioso incarico.

Chi è Carmelo Malacrino, direttore del Museo Archeologico di Reggio Calabria

Quarantaquattro anni e una carriera da archeologo e architetto, Carmelo Malacrino è nato a Catanzaro nel 1971. Ha studiato a Firenze, dove si è laureato in Architettura e successivamente si è spostato ad Atene per conseguire la specializzazione triennale in Archeologia e Architettura antica presso la Scuola archeologica italiana della capitale greca.

Nel 2005 ha conseguito un dottorato di ricerca di eccellenza, con borsa di studio, in Storia dell’architettura e della città, Scienze delle Arti, Restauro presso la Fondazione Scuola di Studi Avanzati di Venezia, con una tesi su “Acqua e architettura nell’Asklepieion di Kos”.

Il nuovo direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Carmelo Malacrino

Il nuovo direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Carmelo Malacrino

Dal 2010 è ricercatore di Storia dell’architettura nel Dipartimento di architettura e territorio dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Autore di circa settanta pubblicazioni, Carmelo Malacrino ha alle spalle importanti esperienze nella gestione museale e di scavi archeologici.

Quattro archeologi fra i neo direttori scelti

Malacrino non è l’unico archeologo che rivestirà la carica di direttore museale. Con lui, altri tre colleghi saranno chiamati a dirigere alcuni dei più prestigiosi musei italiani. La maggior parte dei neo direttori, però, è composta da storici dell’arte mentre solo due sono i manager culturali.

La nomina da parte del ministro dei Beni e delle attività culturali è arrivata lo scorso 18 agosto. Dario Franceschini è stato chiamato a scegliere fra una rosa di eccellenti candidati. «La Commissione, presieduta da Paolo Baratta, ha fatto un grande lavoro e ha offerto al Direttore Generale dei Musei del Mibact, Ugo Soragni, e a me la possibilità di scegliere in terne di assoluto valore» – ha affermato il ministro.

«I nuovi direttori sono italiani, stranieri e italiani che tornano nel nostro Paese dopo esperienze di direzione all’estero» – ha precisato Dario Franceschini. Le nuove nomine sono la testimonianza tangibile della riforma del sistema museale italiano «in ritardo di decenni» – com’è stato definito dallo stesso Franceschini. «Con queste venti nomine – ha proseguito il ministro – di così grande levatura scientifica internazionale il sistema museale italiano volta pagina».

La “casa” dei Bronzi di Riace

Carmelo Malacrino si troverà dunque a dirigere il più importante museo della Magna Grecia. Il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, infatti, custodisce una delle più ragguardevoli collezioni di reperti provenienti dalla Magna Grecia.

I Bronzi di Riace conservati al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

I Bronzi di Riace conservati al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria

Sorto nel XIX secolo per unificare gli oggetti custoditi dal museo Civico, il museo archeologico ha visto accrescere la collezione grazie ai numerosi reperti recuperati dalle campagne di scavo condotte fino ad oggi dalla Soprintendenza archeologica della Calabria.

L’edificio che ospita l’istituzione museale è noto come Palazzo Piacentini, dal nome dell’architetto che lo progettò. La sede del museo si affaccia su Piazza De Nava, a poca distanza dal lungomare “I. Falcomatà”. Il palazzo, progettato, fra i primi in Italia, ai soli fini dell’esposizione museale, è opera di Marcello Piacentini, uno dei massimi architetti del periodo fascista, che lo concepì in chiave moderna, dopo aver visitato i principali musei di Europa.

Il museo, fortemente voluto dall’allora Soprintendente Paolo Orsi, fu inaugurato nel 1959, e ha poi subìto negli anni grandi trasformazioni. Nel 1981 è stata allestita la Sezione di archeologia subacquea, dove sono custoditi i famosissimi Bronzi di Riace, rinvenuti nel 1972. Nel tempo è stato, inoltre, realizzato un settore dedicato alle colonie della Magna Grecia, situato al secondo piano del palazzo.

Oggi i nuovi reperti non sono più riuniti e custoditi in un museo unico, ma sono esposti nelle località archeologiche, nelle quali nuovi ritrovamenti hanno permesso d’allestire dei piccoli musei locali. Crotone, Locri, Roccelletta di Borgia, Sibari, Vibo Valentia, Lamezia Terme sono alcune sedi che oggi affiancano il museo reggino.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.