Descension. Kapoor omaggia l’Italia con una mostra sul vuoto

Descension. Kapoor omaggia l’Italia con una mostra sul vuoto

Torna in Italia con una mostra Anish Kapoor, l’artista contemporaneo di origini indiane ma inglese di adozione. Questa volta il progetto vede coinvolto il centro di San Gimignano e, in particolar modo, la Galleria Continua della cittadina senese. Fino al 5 settembre i visitatori potranno ammirare “Descension”, personale che si interroga sui concetti di infinito e di tempo.

Descension. Kapoor omaggia l’Italia con una mostra sul vuoto

Una serie di sculture in alabastro in cui Anish Kapoor scava una sezione ben rifinita compongono il percorso espositivo allestito negli spazi del cinema-teatro della Galleria Continua. Il fulcro della mostra è la platea, dove è allestita l’installazione “Descension” che dà il titolo all’intera esposizione. Si tratta di una sorta di buco nero colmo d’acqua che si apre al centro del pavimento e da cui lo spettatore è risucchiato.

“Descension” destabilizza, mettendo in crisi la nostra percezione della terra come elemento solido. A contrapporsi a questa instabilità le opere realizzate in pietra che suggeriscono un senso di eternità. “Descension” prosegue formalmente “Descent into Limbo”, l’opera presentata nel 1992 a Kassel, in occasione di documenta IX.

La mostra Descension di Kapoor all'interno del cinema -teatro Galleria Continua di San Gimignano

La mostra Descension di Kapoor all’interno del cinema -teatro Galleria Continua di San Gimignano

L’horror vacui e Platone

Il concetto di spazio viene così rivisitato e stravolto dall’artista che studia e riflette sul concetto dell’horror vacui. «Noi essere umani facciamo molta fatica ad accostarci all’assenza di contenuti» – spiega Kapoor che, in questo modo, agisce per sottrazione, togliendo contenuti allo spazio creando, così, più luoghi vuoti. Chiaro riferimento alla filosofia di Platone e al mito della caverna, dalla quale gli uomini guardano il mondo esterno, quello reale e non quello sensibile. Anche nell’assenza di contenuti però lo spazio non è mai vuoto. Il buco nero, infatti, si riempie di buio e di paura negli occhi di chi guarda.

“Descension” conferma l’interesse da parte dello scultore indiano per le tematiche che trattano l’uomo e la ricerca della consapevolezza del sé. Anche l’installazione principale della mostra nella Galleria Continua rafforza la tendenza di Kapoor di trattare con i non-oggetti. In uno stato di flusso perenne e di movimento continuo, “Descension” ci mette di fronte a una forza perpetua, a una spinta verso il basso e verso un interno totalmente inconoscibile.

L’artista del “vuoto”

Anish Kapoor è uno scultore anglo-indiano. Nato nel 1954 in India, a Bombay, da padre indiano e madre ebrea irachena, studia in Israele. Negli anni ‘70 si trasferisce a Londra e si iscrive alla scuola d’arte. Nella capitale inglese vive e lavora tutt’oggi.

L'artista anglo-indiano Anish Kapoor

L’artista anglo-indiano Anish Kapoor

La produzione artistica di Kapoor si compone di due fasi. Alla prima appartengono le opere dei primi anni ’80. Oggetti scultorei con forme tra l’astratto e il naturale incentrate a dare l’idea di sconfinamento. Negli anni ‘90 le sculture si fanno di dimensioni sempre più monumentali e rappresentano la messa in scena del vuoto, reso tangibile da una cavità che si riempie o da una materia che si svuota.

Nel 1991 vince il Turner Prize, il maggiore premio britannico conferito dalla Tate Gallery ogni anno. Lavora spesso con le superfici riflettenti, che deformano le immagini che vi sono riflesse. Famoso è il Cloud Gate di Chicago. Commissionatagli da Millennium Park, l’opera rappresenta un enorme fagiolo lungo diciotto metri e alto nove di acciaio inossidabile. Si tratta in sostanza di un immenso specchio che riflette il paesaggio, il cielo e i passanti deformando ogni oggetto che vi si “guarda” dentro.

Kapoor è stato l’autore di altri progetti in Italia. “Earth Cinema” si chiama l’opera che ha realizzato per il Parco nazionale del Pollino.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.


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