Il giorno della vittoria. La foto del bacio del marine nel V.J.Day

Il giorno della vittoria. La foto del bacio del marine nel V.J.Day

Un bacio appassionato in mezzo ad una strada. Vista a settant’anni di distanza, questa foto, scattata da Alfred Eisenstaedt e intitolata “Il giorno della vittoria”, sembra rappresentare la normalità. E invece, come già il titolo suggerisce, non è così. Perché quel bacio, tra due ragazzi che indossano una divisa, segna un nuovo inizio per l’Europa e per il mondo intero, l’inizio di un tempo di pace al termine della Seconda Guerra Mondiale.

Il giorno della vittoria. La foto del bacio del marine nel V.J.Day

L’immagine è stata scattata il 15 agosto del 1945, data esatta della conclusione della guerra che per sei anni ha afflitto non solo l’Europa, ma il mondo intero. Quello rappresentato nella foto è il giorno in cui il Giappone dichiara la resa agli Stati Uniti, a soli pochi giorni dal lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. La Seconda Guerra Mondiale è finalmente finita. E alla notizia della fine di un’era così orribile non poteva non corrispondere un’immagine piena di vita e carica di gioia.

Il giorno della vittoria di Alfred Eisenstaedt, 1945

Il giorno della vittoria di Alfred Eisenstaedt, 1945

Siamo a New York e precisamente a Times Square. Fa un gran caldo, ma nonostante ciò la gente si è riversata per strada a festeggiare la grande notizia. Anche Alfred Eisenstaedt è lì. Lui però è al lavoro per conto della rivista Life e deve catturare quei momenti per documentare al mondo come gli americani hanno vissuto quello che loro chiamano il “V. J. Day”, ovvero ”Victory over Japan Day”.

Eisentstaedt Non è mai stato un fotografo artistico, quanto piuttosto un cronista d’assalto che documenta quello che gli succede intorno, senza troppi fronzoli e ricami. Eppure Eisentstaedt riesce ad immortalare in un’immagine un momento chiave della storia di tutto l’Occidente e riesce a farlo con un’efficacia tale che la sua foto a Times Square è tuttora considerata un’icona.

Lo stile dell’immagine

Lo schema della foto è piuttosto semplice e immediato. In primo piano sono ritratti i due soggetti. Si tratta di un ragazzo vestito con la divisa da marinaio e di una ragazza, vestita di bianco – probabilmente un’infermiera. La foto è di un dinamismo sorprendente. Tutto sembra essere accaduto in un attimo, senza alcuna premeditazione.

Durante la sfilata dei festeggiamenti, il marine avvicina a sé la ragazza, cingendole i fianchi. Lei, spiazzata dal gesto, perde l’equilibrio e cerca di bilanciarsi allungando la gamba destra all’indietro. Il gesto dà un tocco di frivolezza all’immagine. Sullo sfondo si respira il clima di festa attraverso le espressioni dei passanti che, increduli e divertiti, assistono al romantico gesto. Il bacio è travolgente. Speranza, gioia di vivere ed esultanza sono rappresentate dal bacio. Tutti sentimenti che si contrappongono all’orrore vissuto negli anni della guerra.

Il fotografo Alfred Eisenstaedt

Il fotografo Alfred Eisenstaedt

«Il giorno della vittoria degli alleati sui giapponesi – ricorda Eisenstaedt – vidi a Times Square un marinaio che correva per la strada, acciuffando ogni ragazza che gli capitava a tiro. Gli corsi incontro con la mia Leica in mano, ma nessuna delle fotografie che potei scattare mi soddisfaceva pienamente. D’un tratto vidi che afferrava veloce come un fulmine qualcosa di bianco. Mi girai e scattai nell’istante esatto in cui baciava l’infermiera. Se lei avesse indossato un vestito scuro, la foto non sarebbe riuscita, così come non sarebbe riuscita se il marinaio avesse indossato l’uniforme bianca. Scattai esattamente quattro fotografie nel giro di pochi secondi». Quella fu senza dubbio la sua immagine più famosa.

Dalla politica alla cultura, il fotoreporter dell’attualità

Alfred Eisenstaedt è stato un fotografo tedesco naturalizzato statunitense. Nato a Dirschau, nella Prussia occidentale, nel 1898, si traferì presto a Berlino. Fin dagli anni Venti si occupò di fotografia, diventando reporter di cronaca. Alle soglie della guerra, nel 1935, andò a vivere negli Stati Uniti, dove lavorerà per Life fino al 1972. Nel 1958 la Popular Photography lo ha annoverato fra “i dieci maggiori fotografi al mondo”. Morì a Long Island nel 1995.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.