A Urbino “La bella principessa” attribuita a Leonardo

A Urbino “La bella principessa” attribuita a Leonardo

bellaprincipessaA Urbino, nel periodo natalizio, e fa coppia con l’iniziativa milanese dedicata alla Madonna Esterhazy, ecco un’esposizione dedicata ad un solo quadro: “La bella principessa”.

La bella principessa è un disegno realizzato con matite, biacca, gesso e inchiostro su pergamena e misura cm 33 x 23,9. Questo disegno, in origine era una semplice pagina di un libro stampato a Milano nel 1480 “La Sforziada”. E’ quasi certo, infatti, che il ritratto sia della giovanissima dama Bianca Sforza figlia naturale (poi legittimata) primogenita di Ludovico il Moro e Bernadina de Corradis, andata in sposa a Galeazzo Sanseverino, capitano delle armate di Ludovico il Moro e mecenate di Leonardo, nel gennaio 1496 e morta a soli 14 anni nel novembre dello stesso anno.

Il foglio nei secoli è passato di mano in mano senza che i collezionisti intuissero la possibilità che quel disegno fosse di Leonardo da Vinci. Fino a Peter Silverman, un facoltoso canadese che acquistato il foglio all’asta, inviò una foto digitale del ritratto per email a Martin Kemp, professore emerito di storia dell’arte all’Università di Oxford e rinomato studioso di Leonardo. Incuriosito dalla luminosità dell’opera Kemp si attivò sottoponendo il foglio ad esami scientifici e specifici.

Secondo Martin Kemp il foglio è di Leonardo, ma non tutti sono d’accordo. Un’attribuzione unanime e, quindi definitiva non c’è. Questi dubbi hanno fatto sì che Palazzo Braschi a Roma declinasse l’invito ad ospitare la mostra e spingesse Vittorio Sgarbi, amico di Silverman e promotore dell’iniziativa, a scegliere Urbino.

La quotazione del foglio, intanto, dai circa 20.000 dollari pagati da Silverman è volata a oltre 100 milioni di dollari.

Stilisticamente possiamo rilevare il celebre effetto “aura” che Leonardo (o il suo allievo ) è in grado di creare con lo sfumato lungo i profilo del viso della principessa.

ExpoitalyArt offre la riproduzione di questa opera su carta a mano di Amalfi e su pergamena per meglio avvicinarsi all’originale. In entrambe i casi possiamo ammirare il segno e la perizia dello stile Leonardesco.

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