Mauro Felicori. Chi è il manager guida della Reggia di Caserta

Mauro Felicori. Chi è il manager guida della Reggia di Caserta

Sarà un manager culturale a guidare la Reggia di Caserta per i prossimi anni. Mauro Felicori è fresco di nomina a neo direttore della dimora reale campana. In nome è stato scelto, fra eccellenti candidati, dal ministri per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini, lo scorso 18 agosto.

Mauro Felicori. Chi è il manager guida della Reggia di Caserta

Nato e cresciuto a Bologna, Mauro Felicori ha sessantatré anni. Sempre nella città natale ha iniziato la sua formazione laureandosi con lode in Filosofia. Ha proseguito gli studi con la specializzazione in Economia della cultura e politiche culturali.

Dal 1986 riveste il ruolo di dirigente nel Comune di Bologna, dove, a partire dal 2011, è direttore del Dipartimento economia e promozione della Città. Fra gli incarichi precedenti c’è la direzione dell’Area Cultura, dell’Istituzione Musei Civici e dell’Istituzione Biblioteche civiche e del Settore Cultura e Rapporti con l’Università. Parallela alla carriera da dirigente, quella di docente. Insegna Gestione e organizzazione delle imprese culturali all’Università di Bologna. Ha, inoltre, pubblicato numerosi saggi in materia.

All’indomani dalla prestigiosa nomina, Mauro Felicori si è detto pieno di orgoglio. «Per un dirigente pubblico che ha dedicato la propria vita professionale alla cultura è un riconoscimento che fa un enorme piacere» – ha rivelato alla stampa il neo direttore. «Il Meridione è un banco di prova pieno di promesse. Mi propongo di portare a termine tutte le ambizioni e le soddisfazioni di cui il Sud è portatore» – ha sottolineato Felicori.

Mauro Felicori nominato direttore della Reggia di Caserta

Mauro Felicori nominato direttore della Reggia di Caserta

«Una sfida da affrontare con umiltà»

Lui è l’unico manager culturale nominato dal ministro Dario Franceschini a dirigere una fra le istituzioni museali più importanti d’Italia. Il ministro, infatti, è stato chiamato a scegliere fra un’ampia rosa di candidati. Archeologi, ma soprattutto, storici dell’arte i restanti diciannove neo direttori investiti del nuovo incarico a partire dallo scorso agosto.

«Mi attende una nuova fantastica e impegnativa sfida che mi accingo ad affrontare con umiltà, volontà di ascolto e desiderio di imparare» ha commentato Mauro Felicori che poi ha rivolto parole di ringraziamento al ministro per «la fiducia che mi ha accordato». «La sua idea che la cultura può e deve essere il traino del futuro dell’Italia – ha poi proseguito – deve trovare un’adesione corale».

La residenza reale più grande del mondo

La Reggia di Caserta, con i suoi oltre due milioni di m³ e l’estensione di 47.000 m², è la residenza reale più grande del mondo. Inserita nella lista Unesco dei patrimoni dell’umanità, la Reggia di Caserta si è piazzata nel 2013 al decimo posto fra i siti più visitati di Italia. I 439.813 visitatori hanno portato un introito totale di quasi 1 milione e 8mila euro.

Il Palazzo Reale è la dimora storica appartenuta alla casa reale dei Borbone di Napoli. Circondata da un vasto parco, si individuano due settori: il giardino all’italiana, in cui sono presenti diverse fontane e la famosa Grande Cascata, e il giardino all’inglese, caratterizzato da fitti boschi.

Il palazzo reale voluto da Carlo di Borbone

Il palazzo reale voluto da Carlo di Borbone

La Reggia di Caserta fu voluta dal re di Napoli Carlo di Borbone, il quale, innamoratosi della bellezza del paesaggio casertano, scelse quel sito per costruirci su la sede di rappresentanza del governo della capitale Napoli. Il re prese a modello la Reggia di Versailles con la quale il sovrano voleva che si reggesse il confronto.

La scelta del luogo non ricadde su Napoli perché Carlo di Borbone, cosciente della vulnerabilità della capitale a eventuali attacchi volle costruire la sua residenza nell’entroterra. Caserta si rivelò, dunque, un luogo più sicuro e non troppo distante da Napoli. Incaricato di avviare i lavori fu Luigi Vanvitelli. Inizialmente il re scelse Nicola Salvi, il quale dovette rifiutare per gravi problemi di salute. Carlo di Borbone, dunque, si rivolse all’architetto Luigi Vanvitelli, a quel tempo impegnato nei lavori di restauro della basilica di Loreto per conto dello Stato Pontificio.

Carlo di Borbone ottenne dal Papa di poter incaricare l’artista e nel frattempo acquistò l’area necessaria dal duca Michelangelo Gaetani, pagandola 489.343 ducati. I lavori di costruzione furono terminati nel 1845, sebbene la reggia fosse già abitata a partire dal 1780. Per il suo stile è definita l’ultima grande realizzazione del Barocco italiano. Il suo complesso è di straordinaria imponenza e magnificenza. Si contano infatti 1200 stanze e 1742 finestre.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.


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