Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Ecco le opere più belle

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Ecco le opere più belle

Era il 2010 quando l’Italia e la Cina raggiunsero un accordo: il Ministero dei beni culturali delle attività e del turismo e lo State Administration for Cultural Heritage concordarono la promozione congiunta del proprio patrimonio culturale; da quel momento le meravigliose opere italiane sarebbero state esposte al Museo Nazionale della Repubblica Popolare Cinese in piazza Tienanmen, e il nostro paese avrebbe ospitato il meglio della produzione artistica cinese a Palazzo Venezia in Roma.

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Ecco le opere più belle

E’ nell’ambito di questo fortunato sodalizio che nelle sale quattrocentesche di Palazzo Venezia, sede del Polo Museale del Lazio, diretto dalla Dott.ssa  Edith Gabrielli,  sono in mostra i capolavori dal Museo Provinciale dello Henan – uno dei maggiori musei nella Repubblica Popolare – per raccontare il passaggio dalla dinastia Han – periodo in cui l’odierna Cina comincia a prendere forma – all’Età dell’Oro della dinastia Tang. “Si tratta di una mostra che copre ben 12 secoli di storia – spiega ad ExpoItalyArt la Dott.ssa Andreina Draghi, membro del coordinamento organizzativo della mostra e direttrice del Museo del Palazzo di Venezia  – e dobbiamo dire che il Museo di Henan ha selezionato con molta cura 118 opere che permettessero al pubblico italiano di comprendere la cultura cinese in un arco temporale così vasto.

La mostra: prima sezione, vita quotidiana del tempo

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Alcuni reperti mostrano le costruzioni di una vita rurale

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Alcuni reperti mostrano le costruzioni di una vita rurale

Ma come è organizzata la mostra, cosa colpisce lo spettatore? “La prima sezione parla della vita quotidiana nella Cina del tempo – riprende la Dott. Draghi – e l’entrata della mostra ha veramente un impatto visivo notevole: non potrete non rimanere stregati dai modellini in ceramica grigia, che rappresentano le raffinate residenze civili di epoca Han , la tipica abitazione –il Siheyuan  formata da una serie di cortili intorno a cui si dispongono i padiglioni, ognuno con una sua funzione. Sono veramente emozionanti.

Alcune opere rappresentano il Siheyuan, l'abitazione tipica dell'Antica Cina

Alcune opere rappresentano il Siheyuan, l’abitazione tipica dell’Antica Cina

Numerosi reperti illustrano alcuni aspetti dell’agricoltura cinese, basata sul latifondo e con una struttura autarchica. Sono esposti  modelli di granai destinati alla conservazione dei cereali e del riso che sono piccoli capolavori di intelligenza, con condotti di ventilazione  per far passare l’aria e con i tetti muniti di grossi cornicioni per riparare il contenuto dalla pioggia e dal sole.

Qui potrete trovare anche un frantoio, un forno, un pozzo e addirittura una porcilaia con la latrina e una scrofa realizzata in argilla rossa. Sono elementi comuni ma che ti proiettano con estrema efficacia in un’epoca distante decine di secoli”.

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Le statuette che rievocano la vita cortigiana

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Le statuette che rievocano la vita cortigiana

Come non bastasse, vi è anche una zona che descrive la vita cortigiana. La Draghi è stata bravissima a farmi percepire, senza vederle, la bellezza delle piccole statuine che rappresentano scene di musicisti e acrobati, che nella realtà dovevano animare le serate dei potenti del tempo e che si sono cristallizzate eternamente in queste opere esclusive.

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Il Cammello animale simbolo della via delle Seta

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Il Cammello animale simbolo della via delle Seta

Sono interessanti anche le monete che testimoniano la storia della via della Seta, quegli 8mila chilometri che hanno unito l’Impero Romano all’Asia, dove a farla da padrone sono figure come il cammello, instancabile mezzo di locomozione.

 

La mostra: seconda sezione, la religione

La seconda parte della mostra è dedicata alla religione: confucianesimo, buddhismo e taoismo sono i tre credo che hanno dominato la Cina durante la sua storia: “Il Confucianesimo – riprende la Draghi – durante la dinastia Han divenne la religione ufficiale, e nella mostra possiamo trovare dei reperti molto interessanti come il frammento della tavola in pietra su cui è inciso un passo confuciano. Nel 29 d.C. fu fondato nella capitale,  a Luoyang,  il ‘Collegio Imperiale’, la rilevantissima  istituzione accademica per  la diffusione dei classici confuciani. Cai Yong nel 175 d.C fece incidere i testi su 46 tavole di pietra che sono considerate la prima edizione ufficiale dei classici di Confucio”.   Frammenti di pietra dove ritroviamo le parole del saggio, piccoli pezzi di pietra che hanno tuttavia permesso al pensiero confuciano di sopravvivere al tempo.

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Il guerriero che è diventato il simbolo dell'intera mostra

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. Il guerriero che è diventato il simbolo dell’intera mostra

Diverse raffigurazioni dell’illuminato sono invece testimonianza della corrente buddhista che penetra in Cina intorno al I secolo d.C. Sono esposte una bella testa di Bodhisattva, la Stele scolpita di Gao Hailiang e le raffigurazioni del  Re del Cielo, guardiano dei defunti e protettore di tutti coloro che sono passati nel regno dell’oltretomba.

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. La veste di Giada, vestito funerario dei potenti del tempo

Mostra sulla Cina, Palazzo Venezia. La veste di Giada, vestito funerario dei potenti del tempo

Superstar di questa parte della mostra, la Veste di Giada. “Per capirne il valore dobbiamo tornare indietro nel 1986 – dice la Draghi – quando gli scavi condotti sul monte Mangdang, a Yongcheng, nella provincia dello Henan,  restituirono un sito di grande rilevanza,  scelto da ben 13 sovrani e 9 dinastie per le proprie sepolture. La Veste di Giada è  un vero e proprio abito funerario;  si riteneva che questa pietra preservasse dal deterioramento il corpo del defunto e, a seconda del censo, le tessere di giada erano cucite con  fili d’oro, argento, seta, bronzo.  Nella mostra si trova la veste di giada appartenente a Liang Liwang, figlio del’ imperatore Han Wendi , composta da 2008 placche preziosissime e cucite fra di loro con fili dorati” .

 La mostra: terza sezione, le porcellane

L’esposizione si conclude con una esibizione di porcellane, il “piatto forte” della Cina, oggetti di una bellezza senza tempo. Attraverso le opere esposte si può apprezzare lo sviluppo della tecnologia : sotto gli Han fu inventata la smaltatura a bassa temperatura; successivamente, durante le dinastie del Nord e del Sud (386-581), cominciarono ad essere applicati sulla porcellana smalti colorati che preannunciavano  la comparsa dei tre colori di epoca Tang (618-907 d.C).

Ma non è tutto. “Ci tengo a dire – conclude la Draghi – che la conclusione ideale dell’ esposizione è al piano superiore, nelle sale del Museo, dove sono esposte porcellane cinesi e giapponesi del diciottesimo e diciannovesimo secolo. Consiglio ai visitatori di non perdersela, come fosse un ultimo e nascosto regalo che i Tesori della Cina Imperiale riservano agli spettatori italiani”.

Roberto Trizio

Roberto Trizio

Dopo una robusta preparazione classica, si dedica al giornalismo in stile anglosassone. Direttore editoriale dei portali di ExpoitalyWeb, è conoscitore del periodo storico della Roma antica, e firma approfondimenti su mostre di particolare valore.