Paola Marini. Chi è la guida delle Gallerie dell’Accademia di Venezia

Paola Marini. Chi è la guida delle Gallerie dell’Accademia di Venezia

A guidare le Gallerie dell’Accademia di Venezia sarà il neo direttore Paola Marini. La nomina è arrivata poche settimane fa dal ministro Dario Franceschini che ha scelto i venti nuovi direttori dei principali musei italiani. Paola Marini è fra le dieci donne, neo nominate dal ministro. Storica dell’arte, Marini è esperta di arte veneta.

Paola Marini. Chi è la guida delle Gallerie dell’Accademia di Venezia

Ha 63 anni ed è nata a Verona il nuovo direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Si tratta di Paola Marini. Formatasi a Bologna, dove si è laureata con lode nel 1975, Paola Marini ha proseguito gli studi sempre nel capoluogo romagnolo, conseguendo la specializzazione in Storia dell’Arte Medievale e Moderna. La carriera professionale si apre nel 1994 con il primo incarico importante. Dirige, infatti, i Civici musei d’arte e monumenti del Comune di Verona.

Sempre a Verona, dal 2011 al 2013, ha diretto la Galleria d’Arte Moderna-Palazzo Forti. Nel suo curriculum, vanta, come curatrice, numerose mostre di livello internazionale in collaborazione con istituzioni italiane e straniere, sia pubbliche sia private.

Il neo direttore delle Gallerie Paola Marini

Il neo direttore delle Gallerie Paola Marini

Dal 1998 ha intrapreso la carriera dell’insegnamento. È docente di museografia e museologia nella Scuola di specializzazione in storia dell’arte dell’Università degli studi di Udine. È, inoltre, autrice di decine di pubblicazioni, con particolare approfondimento sull’arte veneta.

La nomina a direttore delle Gallerie dell’Accademia è arrivata lo scorso 18 agosto. «Sono molto contenta e onorata: ci tenevo tantissimo» – sono state le prime dichiarazioni di Paola Marini. Il neo direttore ha, poi, subito, chiarito quali saranno gli obiettivi durante il suo incarico.

«Creare un sistema museale attraverso il coordinamento con le altre grandi realtà culturali veneziane, dai Musei Civici alla Cini e alle fondazioni private» – ha fatto sapere Marini. Nel 2017, inoltre, cadrà un appuntamento importante per il neo direttore. Il bicentenario della nascita delle Gallerie sarà, infatti, un immediato banco di prova per la nuova dirigenza.

I candidati alla nomina

Paola Marini è stata scelta dal ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, insieme al Direttore Generale dei Musei del Mibact, Ugo Soragni. In lizza per la guida delle Gallerie, c’erano, oltre a Paola Marini, James Bradburne, anglocanadese direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, e Stefano Carboni, direttore dell’Art Gallery of Western Australia. Giuliana Ericani, Davis Ekserdjian, Martina Bagnoli, Peter Assmann, Davide Banzato, e Renata Codello gli altri nomi che hanno sfidato Paola Marini.

Tiziano e Tintoretto fra i gioielli delle Gallerie

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia devono il nome all’Accademia di Belle Arti, che le ha aperte nel 1817 e che, fino al 2004, era ospitata nello stesso complesso. Il museo sorge nel sestiere di Dorsoduro, ai piedi del Ponte dell’Accademia, nel complesso formato dalla chiesa di Santa Maria della Carità, dal convento dei Canonici Lateranensi e dalla Scuola Grande di Santa Maria della Carità.

L'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci custodito nelle Gallerie

L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci custodito nelle Gallerie

Le Gallerie ospitano la migliore collezione di arte veneziana e veneta, soprattutto riguardante il periodo che va dal XIV al XVIII secolo. Giorgione, Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Veronese, Tintoretto e Tiziano, alcuni dei nomi degli autori più prestigiosi che vi sono conservati. Non solo pittura. Nella collezione delle Gallerie si annoverano anche sculture e disegni, tra i quali il celeberrimo “Uomo vitruviano” di Leonardo da Vinci, esposto solo in particolari occasione. Nel 2013 le Gallerie sono state il ventottesimo sito statale italiano più visitato. Più di duecentomila i visitatori, per un introito lordo di 1.834.320 euro.

Dalla metà del Settecento, l’Accademia era solita acquisire opere d’arte con finalità didattiche e di restauro. Fu, però, con la caduta della Serenissima, alla fine del Settecento, e con il trattato di Presburgo che Venezia diventò una delle province del Regno Italico creato da Napoleone. Durante la dominazione francese, tutti i palazzi pubblici furono chiusi, i monasteri e conventi soppressi. Gli oggetti d’arte che non andarono perduti vennero raccolti all’Accademia, con finalità didattiche.

La sede originale non fu sempre quella che conosciamo ora. Nel 1807, non fra poche perplessità, iniziarono i lavori per la sistemazione attuale. La chiesa fu suddivisa in ambienti, eliminando tutti gli altari e gli arredi; il piano inferiore fu diviso in cinque grandi sale destinate alla scuola, mentre in quello superiore furono ricavati due saloni per l’esposizione delle opere d’arte. Le originarie finestre gotiche della chiesa furono murate.

Durante la prima guerra mondiale i dipinti più importanti furono rifugiati a Firenze. Dopo la guerra furono necessari lavori di ammodernamento, continuati poi tra il 1961 e il 1967, sotto la direzione di Francesco Valcanover.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.