Paolo Giulierini. Il direttore del museo archeologico di Napoli

Paolo Giulierini. Il direttore del museo archeologico di Napoli

Cambio al vertice per il museo archeologico nazionale di Napoli. A deciderlo è stato il ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini che, lo scorso agosto, ha annunciato i nuovi venti direttori che guideranno i più importanti musei italiani. Sarà, dunque, Paolo Giulierini a capo della prestigiosa istituzione museale napoletana.

Paolo Giulierini. Il direttore del museo archeologico di Napoli

Quarantasei anni e archeologo, Paolo Giulierini è nato a Cortona nel 1969. Ha compiuto gli studi a Firenze, dove si è laureato in Archeologia specializzandosi, poi, in Etruscologia sempre all’Università di Firenze. Dal 2001 ha diretto il Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona.

Con una lunga esperienza della direzione museale alle spalle, Giulierini ha maturato anche una rilevante capacità nella gestione dei rapporti tra istituzioni pubbliche e private. Relatore di convegni in Italia e all’estero, il neo direttore è autore, inoltre, di numerose pubblicazioni.

Paolo Giulierini dirigerà il museo archeologico di Napoli

Paolo Giulierini dirigerà il museo archeologico di Napoli

«Mi sento profondamente onorato di essere al servizio di un istituto culturale prestigioso e di caratura internazionale come il Museo archeologico nazionale di Napoli» – ha dichiarato Giulierini appena appresa la notizia della nomina.

«Questo significa – ha continuato il nuovo direttore – avere presente che il Museo e il suo personale con il proprio lavoro, prima ancora che con l’offerta dei reperti conservati all’interno, peraltro di assoluta eccellenza, contribuiscono a cementare i valori morali fondanti della società civile e a creare una possibilità in più per l’economia della città e del territorio».

Le polemiche seguite alla nomina

Le nuove nomine del ministro Franceschini non sono state, però, immuni dalle polemiche. Quasi un terzo dei venti neo direttori è di origine straniera. Questione che ha suscitato qualche perplessità. Vittorio Sgarbi ha criticato duramente le scelte del Ministro: «Franceschini ha mortificato il suo esercito di bravissimi italiani, e si è contraddetto più volte».

Ma le nomine straniere non sono state le uniche a destare discussioni. Proprio su Paolo Giulierini si espressa Valeria Sampaolo, direttrice uscente del museo: «Se si considerano le esperienze e la conoscenza del luogo, delle singole realtà, delle collezioni, si rimane perplessi dalla nuova nomina» – avrebbe commentato Sampaolo.

«Sterili questioni accademiche che mirano ancora a frenare una volontà di rinnovamento, in nome di una scienza fine a se stessa, che non si è mai misurata con i reali problemi della contemporaneità, non possono che cedere il passo» – ha affermato Paolo Giulierini.

Il più importante museo di epoca romana

Il Museo archeologico nazionale di Napoli è tra i musei archeologici più importanti della città campana. Vanta il più ricco e pregevole patrimonio di opere d’arte e manufatti di interesse archeologico in Italia, ed è considerato uno dei più importanti musei archeologici al mondo per quanto riguarda la storia dell’epoca romana.

Il Salone della Meridiana all'interno del museo archeologico di Napoli

Il Salone della Meridiana all’interno del museo archeologico di Napoli

Con 308.387 visitatori e un introito lordo totale di oltre un milione di euro, nel 2013 è stato il quindicesimo sito statale italiano più visitato. Con una superficie espositiva complessiva di 12.650 mq, il museo è ospitato dal palazzo del real museo, costruito nel 1585 come caserma di cavalleria. Si tratta di uno dei più imponenti palazzi monumentali di Napoli.

Tre le sezioni principali del museo: la collezione Farnese (costituita da reperti provenienti da Roma e dintorni), le collezioni pompeiane (con reperti provenienti dall’area vesuviana, facenti parte soprattutto delle collezioni borboniche) e la collezione egizia che, per importanza, si colloca in Italia al secondo posto dopo quella del museo egizio di Torino.

Sia questi tre settori che altri del museo sono costituiti da collezioni private acquisite o donate alla città nel corso della storia, come per esempio, oltre alle già citate collezioni Farnese e Borbone, la collezione Borgia, la Santangelo, la Stevens, la Spinelli ed altre.

Nel 2012 sono stati avviati i lavori di restauro che hanno consentito la riorganizzazione delle collezioni secondo criteri espositivi nuovi, con l’esposizione di pezzi in deposito mai visti in pubblico prima di allora.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.