Peter Assmann, chi è il direttore di Palazzo Ducale a Mantova

Peter Assmann, chi è il direttore di Palazzo Ducale a Mantova

Ha 61 anni e una carriera di studi e lavorativa divisa fra l’Austria e l’Italia. Peter Assmann sarà il nuovo direttore del Palazzo Ducale di Mantova. Austriaco di nascita, Assmann ha studiato anche a Firenze e ha già ricoperto altri incarichi in Italia. Il suo nome è stato scelto dal ministro Franceschini a seguito della riforma del sistema museale italiano che ha visto il cambio al vertice per venti musei più importanti d’Italia.

Peter Assmann, chi è il direttore di Palazzo Ducale a Mantova

Peter Assmann è nato a Zams, nel Tirolo, nel 1954. Ha studiato all’Università di Innsbruck, e sempre nella città austriaca ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’arte. Assmann ha anche studiato e lavorato a Firenze, al Deutsches Kunsthistorisches Institut.

Dal 2002 al 2012 è stato Presidente dell’Associazione dei musei austriaci, la Museumsbund Österreich. Ha diretto l’Oberösterreichischen Landenmuseen di Linz e il Museo Angerlehner in Thalheim bei Wels. Curatore di numerose mostre di livello internazionale, Peter Assmann attualmente insegna alla Johannes Kepler Universität di Linz e alla Università di Vienna. Nel 2011 è arrivato un altro incarico lavorativo in Italia. Da quell’anno, infatti, è nel Comitato scientifico del Museo del Castello del Buonconsiglio di Trento.

Peter Assman, il nuovo direttore del Palazzo Ducale

Peter Assman, il nuovo direttore del Palazzo Ducale

Le felicitazioni del sindaco di Mantova

Sulla nomina di Assmann si è immediatamente espresso il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi che ha dichiarato: «La nomina a nuovo direttore di Palazzo Ducale dello storico dell’arte il professor Peter Assmann aiuterà la nostra città ad internazionalizzarsi».

«Desidero – ha proseguito il primo cittadino – fare al professor Assmann le più vive felicitazioni e sottolineare l’attenzione che il Comune rivolge al futuro di Palazzo Ducale. Questo museo, con il meraviglioso palazzo che lo ospita, rappresenta, insieme a Palazzo Te, la realtà più importante della nostra città».

«Mantova è straordinariamente ricca di cultura – ha sottolineato il sindaco – ma è anche bisognosa di grandi energie per rendere tale cultura un motivo di orgoglio, di riconoscimento, di crescita civile ed economica».

La riforma dei musei italiani

Peter Assmann è, dunque, uno dei venti nuovi direttori nominati dal ministro Franceschini a capo di altrettanti musei italiani. La riforma, fortemente voluta dal ministro dei Beni e delle attività culturali, ha portato dieci donne e dieci uomini a vestire i prestigiosi panni di direttore.

Sette dei venti nominati sono stranieri, cittadini dell’Ue, mentre quattro di loro sono italiani che rientrano nel nostro Paese dopo aver lavorato all’estero. L’età media dei neo direttori è di 50 anni. Peter Assman è fra i quattordici storici dell’arte scelti a ricoprire questo ruolo. I restanti sono archeologi e manager culturali.

Palazzo Ducale, fra i complessi più estesi d’Europa

Il Palazzo Ducale di Mantova, noto anche come reggia dei Gonzaga, è uno dei principali edifici storici della città lombarda. Dal 1308 è stata la residenza ufficiale dei signori di Mantova, i Bonacolsi, e la residenza principale dei Gonzaga, signori, marchesi e duchi della città virgiliana. Assunse la denominazione di Palazzo Reale durante la dominazione austriaca a partire dall’epoca di Maria Teresa d’Austria regnante.

La sala arazzi all'interno del Palazzo Ducale di Mantova

La sala arazzi all’interno del Palazzo Ducale di Mantova

Ambienti distinti e separati tra loro furono costruiti in epoche diverse, a partire dal 1200, inizialmente per opera della famiglia Bonacolsi successivamente su impulso dei Gonzaga. Fu grazie al duca Guglielmo che incaricò il prefetto delle Fabbriche Giovan Battista Bertani perché collegasse i vari edifici in forma organica, che dal 1556 è stato formato un unico complesso monumentale e architettonico, uno dei più vasti d’Europa con un’estensione di 34.000 m² circa.

Il complesso si estendeva tra la riva del lago Inferiore e Piazza Sordello, l’antica Piazza di San Pietro. Morto Bertani nel 1576, l’opera fu proseguita da Bernardino Facciotto che completò l’integrazione di giardini, piazze, loggiati, gallerie, esedre e cortili, fissando definitivamente l’aspetto della residenza ducale. Nei quattro secoli di dominazione gonzaghesca la reggia si espanse gradualmente, sia con aggiunta di nuove costruzioni, sia modificando quelle esistenti. L’interno del palazzo è quasi spoglio poiché, in seguito a ristrettezze finanziarie i Gonzaga, alienarono opere d’arte e arredi.

Nel 2011 i visitatori si contarono più di 220 mila visitatori, numeri che destinarono a calare nel 2012, dopo il terremoto. In quell’anno, i visitatori si ridussero a 160 mila. Sempre a causa degli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012, il percorso di visita fu ridotto, senza Castello di San Giorgio e Camera degli Sposi.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.