“Pittori fra Otto e Novecento in Friuli”, fotografia del fermento culturale di una regione

“Pittori fra Otto e Novecento in Friuli”, fotografia del fermento culturale di una regione

Uno spaccato di oltre mezzo secolo di cultura pittorica espressione del multiculturalismo del Friuli Venezia Giulia è rappresentato dalla mostra “Pittori fra Otto e Novecento in Friuli Venezia Giulia”. L’esposizione, visitabile fino al 28 maggio con ingresso libero, è ospitata nelle sale della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia.

Un viaggio nella tradizione artistica di queste terre fra verismo e novecentismo, classicismo e avanguardie a cavallo fra due secoli, durante un’epoca di grande fermento creativo. Ritratti della borghesia e paesaggi di colline e mare racchiudono tutto lo spirito espressivo di un’epoca.

"Uomo" di Glanzmann

“Uomo” di Glanzmann

Le opere esposte sono state realizzate dagli anni ’20 fino agli anni ’70 del Novecento. Si tratta di oltre mezzo secolo di ricca e importante attività artistica realizzata da alcuni fra i pittori più significativi di queste terre, da Trieste al Friuli. Maestri che seppero imporsi anche fuori dal contesto regionale e nazionale per l’originalità e forza del loro stile. I quadri visitabili durante il percorso espositivo appartengono a collezioni private e, dunque, finora solo raramente sono state esposte al pubblico.

Dai ritratti di Giannino Marchig e Amalia Glanzmann e Arturo Fittke, ai paesaggi marini e di campagna di Vito Timmel, Giovanni Zangrando, Carlo Sbisà, Isidoro Grünhut e Santo Bidoli, per finire con gli scorci carsici di Lojze Spacal e del lubianese Božidar Jakac e le opere di Giovanni Napoleone Pellis e Luigi Bront fra le opere che compongono la mostra.

“Pittori fra Otto e Novecento in Friuli Venezia Giulia”, promossa e organizzata dalla Biblioteca statale isontina a Gorizia in collaborazione con la Galleria Leg Antiqua di Gorizia, è curata dal gallerista Federico Ossola.

Un confronto fra scuole di pittura del territorio che hanno espresso temi condivisi ma affrontati con tecniche e stili differenti è lo scopo della mostra secondo la concezione del curatore. Molti degli artisti, infatti, hanno legami con il mondo austroungarico, essendo nati e formatisi nelle accademie di Vienna, Parigi e Monaco, mentre altri sono espressione di movimenti e scuole italiane sviluppatesi a Firenze, Venezia e Milano.

La mostra è aperta da martedì a sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.


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