San Giovanni Battista in meditazione. L’enigmatica opera di Bosh

San Giovanni Battista in meditazione. L’enigmatica opera di Bosh

Il ritratto di un santo in una posa quasi sognante e il paesaggio onirico in cui è immerso fanno del San Giovanni Battista in meditazione di Hieronymus Bosch un dipinto surreale, per il quale ogni interpretazione è possibile. Il quadro, realizzato a olio su tavola, ha forma rettangolare con dimensioni di 48,5X40cm. L’opera, conservata oggi nel Museo Lázaro Galdiano di Madrid, è stata esposta per la prima volta al pubblico nel 1936 a Rotterdam.

San Giovanni Battista in meditazione. L’enigmatica opera di Bosh

Poco si sa riguardo alla datazione del San Giovanni Battista in meditazione che viene approssimativamente fatto risalire al 1489. L’incertezza sulle date dei dipinti riguardano quasi tutte le opere di Bosch, che raramente indicava il periodo della loro realizzazione. A rendere verosimile la data del 1489 è l’esame dendrocronologico. Il fatto che Bosch dipingesse quasi esclusivamente su legno ha reso, infatti, possibile da parte degli esperti l’applicazione del metodo di ricostruzione del tempo attraverso lo studio degli alberi.

Un altro aspetto poco chiaro che riguarda il quadro di Bosch ha a che fare con la sua origine. Il San Giovanni Battista in meditazione potrebbe, infatti, essere stato dipinto in coppia con il San Giovanni Evangelista a Patmos, conservato a Berlino. L’ipotesi è che l’opera facesse parte del retablo realizzato dal pittore per la cattedrale della sua città natale, ‘s-Hertogenbosch, su commissione della Confraternita di Nostra Signora. La cattedrale è, appunto, dedicata a Giovanni Evangelista, spesso associato nel culto a Giovanni Battista.

Il dipinto "San Giovanni Battista in meditazione" di Hieronymus Bosch

Il dipinto “San Giovanni Battista in meditazione” di Hieronymus Bosch

Le due opere, quindi, potrebbero essere i pannelli laterali di un retablo, ovvero una grande pala d’altare. Un particolare “tagliato” sul bordo inferiore del dipinto farebbe pensare, inoltre, che il quadro sia stato ridotto di qualche centimetro.

L’originalità della composizione

L’opera raffigura San Giovanni Battista in una posa insolita per l’iconografia del santo. San Giovanni, infatti, è ripreso durante la meditazione, disteso su un fianco, immerso nel verde della vegetazione. Gli occhi socchiusi, però, danno al soggetto un’aria sognante, piuttosto che di raccoglimento. Anche il contesto che circonda il santo ha un aspetto onirico e surreale.

Il punto di ripresa è leggermente sopraelevato con San Giovanni avvolto in un manto rosso e disteso con un braccio su una roccia liscia che regge il capo e con l’altro che indica un agnello, il simbolo di Cristo. Il soggetto è nascosto in parte da una fantasiosa pianta che, rigogliosa, nasconde il fianco di San Giovanni, occupando il centro del dipinto, in primo piano.

Un’osservazione a parte merita poi il paesaggio che fa da sfondo al dipinto. In tutto il quadro spiccano composizioni minerali e vegetali che poco hanno a che fare con la realtà. Il vegetale, che copre San Giovanni, produce frutti simili a gusci d’uova sferiche dai quali beccano gli uccelli. Sullo sfondo, nella parte superiore del dipinto, una folta foresta dà il senso di profondità all’opera. Sempre in secondo piano rispetto al soggetto, sono raffigurate strane concrezioni di rocce. Da un’approfondita analisi con i raggi infrarossi è emerso che in un primo momento, al posto della pianta al centro del dipinto, era stato raffigurato il committente del quadro inginocchiato.

Il pittore del grottesco

Hieronymus Bosch è il nome d’arte di Jeroen Anthoniszoon van Aken nato in Olanda a ‘s-Hertogenbosch il 2 ottobre 1453. I genitori erano, probabilmente di origine tedesca. Il padre e il nonno furono affermati pittori e con ogni probabilità Bosch, già da bambino, imparò da loro i primi insegnamenti sulla pittura. Poco si sa, invece, della sua formazione artistica negli anni della giovinezza. Nel 1481 sposò Aleid van de Meervenne, di estrazione borghese. Il matrimonio elevò il suo rango sociale. Qualche anno più tardi entrò nella confraternita di Nostra Diletta Signora, l’associazione, maschile e femminile, per laici ed ecclesiastici.

Il ritratto di Hieronymus Bosch

Il ritratto di Hieronymus Bosch

Bosch è il pittore del grottesco. I suoi quadri pullulano di figure bizzarre, mostruose e misteriose con le quali il pittore indaga e riflette sui lati oscuri e irrazionali dell’animo umano. La sua produzione artistica risente in maniera preponderante delle influenze religiose che si affermarono nell’Europa centro-settentrionale alla fine del ‘400.

L’irrazionale e il trascendentale irrompono continuamente nei quadri di Bosch attraverso una straordinaria ricchezza di particolari fantasiosi e visionari. Le tematiche solitamente rappresentate sono quelle morali e religiose in cui l’uomo combatte costantemente con il peccato e con il vizio, cercando la redenzione. Anche dal punto di vista stilistico, le proporzioni stravolte e gli insoliti accostamenti cromatici sono funzionali al messaggio simbolico che il pittore vuole mandare.

Un grande collezionista delle opere di Bosch fu Filippo II re di Spagna. Questo spiega perché la Spagna conserva tuttora il maggior numero di opere del pittore olandese. Hieronymus Bosch muore nella città natale di ‘s-Hertogenbosch il 9 agosto del 1516.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.