La Scuola di Atene di Raffaello. Inno al pensiero occidentale

La Scuola di Atene di Raffaello. Inno al pensiero occidentale

Dipinto intorno ai primi del Cinquecento, “La scuola di Atene” di Raffaello è fra le opere più importanti dello Stato Vaticano e decora, insieme ad altri tre affreschi sempre firmati dall’artista urbinate, la Stanza della Segnatura all’interno dei Musei Vaticani.

Il quadro, che rappresenta la Filosofia, è popolato dai pensatori più importanti della storia dell’Occidente, fra i quali, in risalto, vengono messi Platone e Aristotele.

La Scuola di Atene di Raffaello, la summa del pensiero occidentale

L’affresco, delle dimensioni di 770×500 cm, si trova in una delle quattro “Stanze Vaticane” – in quella della Segnatura – all’interno dei Palazzi apostolici. La commissione dell’opera risale intorno agli anni 1509-1511 quando papa Giulio II, appena insediatosi al Vaticano, si rifiutò di utilizzare gli appartamenti del suo predecessore, Alessandro VI.

Il nuovo pontefice scelse, così, le stanze al piano superiore realizzate al tempo di Niccolò VI e Pio II a metà del XV secolo, decorate da artisti del centro Italia, tra cui Piero della Francesca. Giulio II, però, non si accontentò delle stanze così come erano e volle ridecorarle. Fra gli artisti chiamati ad affrescarle c’era Raffaello Sanzio, al quale – viste le qualità eccezionali – fu affidata l’intera decorazione degli appartamenti, distruggendo di fatto le opere precedenti.

La scuola di Atene di Raffaello Sanzio

La scuola di Atene di Raffaello Sanzio

La Stanza della Segnatura, la prima ad essere decorata, era dedicata all’ordinamento ideale della cultura umanistica, divisa in teologia, filosofia, poesia e giurisprudenza, a ciascuna delle quali è dedicata una parete. Non si sa quanto dell’opera fu frutto della fantasia e della cultura dell’artista e quanto venne, invece, dettato dal papa e dai suoi teologi.

La descrizione dell’opera

Sono ben 58 le figure raffigurate all’interno della Scuola di Atene. Tutte insieme rappresentavano, secondo Raffaello, l’idea della ricerca razionale. Filosofi e matematici del mondo classico sono ritratti mentre sono intenti a dialogare tra loro, incorniciati da un arco, all’interno di un edificio classico.

Le figure sono disposte su due piani: un primo gruppo si trova ai lati di una larga scalinata che taglia l’intera scena. Al centro, la coppia centrale di due figure che conversano, identificate in Platone e Aristotele. Un secondo gruppo autonomo, in cui sono stati individuati i pensatori interessati alla conoscenza della natura e dei fenomeni celesti, è disposto in primo piano sulla sinistra, mentre un terzo, più ristretto, è disposto simmetricamente al secondo.

Le figure di Platone e Aristotele al centro dell'affresco

Le figure di Platone e Aristotele al centro dell’affresco

Fra gli intellettuali di quest’ultimo gruppo si riconosce Euclide (o Archimede, sotto le sembianze di Donato Bramante) intento a tracciare una dimostrazione geometrica. Tutte le figure incarnano, probabilmente, le sette arti liberali: da sinistra, la grammatica, l’aritmetica e la musica, a destra geometria e astronomia, e in cima alla scalinata retorica e dialettica.

I gruppi sono concatenati tra loro attraverso gesti ed espressioni, mantenendo sempre una certa naturalezza. I personaggi del quadro dialogano all’interno di una struttura che richiama l’architettura tardoantica, priva di copertura e che lascia intravedere il cielo.

Il simbolismo

L’affresco non può essere interpretato non tenendo conto del dipinto ad esso contrapposto nella stessa sala. Si tratta della Disputa del Sacramento, sulla parete opposta, che esalta la fede e la teologia. I due affreschi sono la testimonianza della complessità dei rapporti tra cultura classica e cultura cristiana.

La Scuola di Atene è un chiaro segno della concezione antropocentrica dell’uomo rinascimentale, che domina la realtà grazie alle sue facoltà intellettive, mantenendo una linea di continuità tra l’antichità classica e il cristianesimo.

Platone e Aristotele

Platone e Aristotele, figure fondamentali per lo sviluppo del pensiero occidentale, sono raffigurati al centro della composizione, vicino al punto di fuga, dove lo sguardo dello spettatore converge.

Presunto autoritratto di Raffaello nel 1506

Presunto autoritratto di Raffaello nel 1506

Platone, raffigurato con il volto di Leonardo da Vinci, regge il Timeo e solleva il dito verso l’alto a indicare il Bene, oggetto della ricerca filosofica; Aristotele invece, il cui volto sembra essere quello del maestro Bastiano da Sangallo, regge l’Etica Nicomachea e distende il braccio destro, indicando il processo opposto a quello indicato da Platone, ovvero il ritorno dal mondo intellegibile (del pensiero), al mondo sensibile (la realtà apparente).

Durante il sacco di Roma gli affreschi della Stanza della Segnatura, come anche altre opere d’arte subirono danni dai soldati luterani. Il cui fumo degli incendi danneggiò gli affreschi e le scritte incise sulla fascia basamentale, tracciate dai soldati, vennero coperte da ridipinture seicentesche.

Il pittore Raffaello

Raffaello Sanzio nacque ad Urbino nel 1483 e morì a Roma il 6 aprile del 1520. Pittore e architetto, è una delle figure più celebri del Rinascimento italiano. Raffaello influenzò tutta la storia dell’arte occidentale, grazie alla sua ripresa dei temi michelangioleschi, mediati dalla sua visione solenne e posata. Fu ispiratore del manierismo.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.