Utah. Studenti deturpano rocce antiche coi loro nomi. Arrestati

Utah. Studenti deturpano rocce antiche coi loro nomi. Arrestati

Il Canyon di Chicken Creek nello Utah è stato bersaglio di atti vandalici lo scorso agosto. Con ogni probabilità a profanare con scritte il paesaggio naturale dello Stato americano sarebbero stati alcuni studenti della facoltà di Geologia dell’Ohio State University. La polizia ha aperto un’indagine per fare chiarezza su quanto accaduto e punire i colpevoli per fare in modo che non si verifichino più fatti di questo genere.

Utah. Studenti deturpano rocce antiche coi loro nomi. Arrestati

Il canyon di Chicken Creek si trova a circa dieci miglia a sud-est di Levan, cittadina dello Stato dello Utah. Il sito è protetto perché, oltre ad essere uno straordinario patrimonio a livello paesaggistico, è anche il luogo dove sono visibili eccezionali esempi di arte rupestre. Graffiti e pittogrammi si possono ammirare su alcune rocce del canyon. Lo scorso agosto, però, pare che alcuni studenti in gita nel sito archeologico abbiano deturpato l’area con scritte di nomi e firme.

Uno dei primi ad accorgersi che il canyon era un sito di grande valore per i resti dell’arte rupestre fu Rex Daley, circa quarant’anni fa. Daley fu portato a vedere i graffiti e i pittogrammi dal suocero, un giorno in cui era impegnato per un lavoro di edilizia nel Chicken Creek Canyon. Quando Daley vide per la prima volta i graffiti decise di avvertire immediatamente il personale della Forest Service.

Deturpare siti protetti è reato

All’indomani dalla scoperta degli atti vandalici, Daley si chiede perché uno studente di geologia dovrebbe pensare di fare una cosa del genere? Su alcune pareti rocciose, infatti, sono bene evidenti le scritte a penna indicanti nomi o addirittura la provenienza, come nel caso della scritta “Ohio State University”. Proprio quest’ultima firma porta i funzionari a credere che l’azione vandalica sia avvenuta durante il campo geologico annuale della scuola nella zona.

Le scritte degli studenti sul sito archeologico

Le scritte degli studenti sul sito archeologico

Oltre che a un atto di profondo disprezzo per un luogo naturale che conserva tracce importanti della storia dell’umanità, danneggiare siti protetti negli Stati Uniti è reato. L’arte rupestre, infatti, è protetta ai sensi dell’”Antiquities Act”, la legge che tutela graffiti e pittogrammi, appunto. Ecco perché le forze dell’ordine locali hanno avviato le indagini per punire i responsabili.

«Vogliamo che questo spiacevole episodio rappresenti un’opportunità per educare gli studenti e tutte le persone che vengono in gita in questo sito» – fa sapere Charmaine Thompson, a capo del Manti-La Sal National Forest Heritage Program. Pare, infatti, che quello accaduto lo scorso agosto non sia un episodio isolato.

Sarebbe consuetudine, per gli studenti in gita in questa zona, “firmare” con i propri nomi sulle rocce il loro passaggio nel sito. Non basta. Molti dei nomi degli studenti sono stati scritti in maniera sovrapposta ai disegni rupestri, rendendone ancora più complicata la rimozione.

Thompson ha spiegato che la zona si trova vicino a una strada pubblica molto frequentata dai viaggiatori e che è stata luogo di vandalismo anche in passato. Non solo quindi viaggiatori che arrivano da altri Stati, ma anche persone del posto sembrano non nutrire alcun rispetto per l’arte rupestre di cui il sito è testimonianza. «Anche gli abitanti dello Utah hanno fatto la loro giusta quota di danni al sito» ha proseguito Thompson.

Le scuse dell’Università dell’Ohio

In un comunicato Chris Davey, portavoce dell’Università dell’Ohio, ha dichiarato che tutta la scuola è profondamente rammaricata per quanto accaduto e che l’Università provvederà a pagare i danni che gli studenti hanno fatto». Terry Wilson, docente di scienze della Terra all’Università dell’Ohio, ha dichiarato «il massimo impegno per spiegare ai propri studenti di geologia attuali e futuri che non è accettabile scrivere sulle rocce e deturpare così una preziosa risorsa naturale».

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.