Vita di Wassily Kandinsky: così il colore cambia la tua anima

Vita di Wassily Kandinsky: così il colore cambia la tua anima

«Il colore è il tasto, l’occhio è il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde». Nella vita, Wassily Kandinsky, oltre ad essere il padre della pittura astratta, è stato anche un grandissimo teorico dell’arte. Si accosta alla pittura piuttosto tardi, all’età di 30 anni. Due i suoi scritti che hanno documentato e spiegato le sperimentazioni compiute nelle sue opere: “Lo spirituale nell’arte” e “Punto e linea sul piano”.

Vita di Wassily Kandinsky: così il colore cambia la tua anima

Wassily Kandinsky nasce a Mosca il 16 dicembre 1866, dopo il trasferimento della famiglia a Monaco, torna in Russia per gli studi. Si laurea in legge a Mosca e gli viene offerta la cattedra come docente all’Università di Dorpat in Estonia. Kandisky rifiuta l’incarico per studiare Arte presso l’Akademie der Bildenden Künste di Monaco di Baviera dove è allievo di Franz von Stuck. In questi anni si sposa con la cugina Anja.

Gli anni dello studio a Monaco

Ritratto di Wassily Kandinsky

Ritratto di Wassily Kandinsky

Nel 1901 Kandinskij fonda, sempre a Monaco, il gruppo Phalanx. L’obiettivo è quello di introdurre le avanguardie francesi in Germania. Durante le sue lezioni conosce la futura seconda moglie, Gabriele Münter. Le opere di questo periodo, soprattutto paesaggi a spatola, sono caratterizzate da una sperimentazione piuttosto spinta. Figure e sfondo diventano indistinguibili. È l’inizio del suo percorso verso la composizione astratta.

Gli anni a Monaco sono anni di intensa attività e di fermento. La casa dove vive insieme a Gabriele, la “Russenhaus” (casa dei russi) a Murnau, diventa luogo di incontro di artisti e musicisti provenienti da ogni parte del mondo. Qui Kandinskij comincia ad utilizzare nei suoi quadri colori accesi, dipingendo immagini prive di volume. Nel 1909 fonda l’“Associazione degli artisti di Monaco” (NKVM). Dell’anno successivo è il primo acquarello astratto in cui predominano i colori del rosso e dell’azzurro.

Il gruppo Der Blaue Reiter e il primo saggio “Lo spirituale nell’arte”

Dopo alcuni contrasti con la NKVM, nel 1911 fonda il gruppo Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro) insieme a Franz Marc. Nello stesso anno pubblica il saggio “Lo Spirituale nell’arte”, in cui teorizza le sue sperimentazioni in campo artistico, compreso il rapporto tra forma e colore.

"Composizione 10" di Wassily Kandinsky del 1939

“Composizione 10” di Wassily Kandinsky del 1939

Per Kandisky esistono tre gruppi di opere: le “impressioni“, le “improvvisazioni” e le “composizioni“. Alle prime appartengono i quadri nei quali resta ancora visibile l’impressione diretta della natura; alle “improvvisazioni” appartengono le opere nate dall’inconscio; e infine delle “composizioni” fanno parte i lavori dipinti in maniera cosciente, alla cui realizzazione si arriva attraverso una serie di studi.

Kandinskij nel saggio illustra la strettissima connessione tra arte e spiritualità. Il colore ha due effetti su chi osserva. “L’effetto fisico”, basato sulle sensazioni del momento, e “l’effetto psichico”, ovvero la forza che il colore esercita sull’anima. Da questo momento in poi Kandinsky non ritornerà più all’arte figurativa.

Gli anni fra la Russia e la Germania

È del 1912 la prima mostra personale di Kandinsky a Berlino. Nel 1913 una sua opera è esposta a New York. Allo scoppio della Prima guerra mondiale torna a Mosca, lasciando definitivamente la moglie Gabriele. Vi rimane fino al 1921. A partire dalla Rivoluzione d’ottobre, svolge un lavoro amministrativo per il Commissariato del Popolo per l’Educazione.

"Macchia rossa" di Wassily Kandinsky del 1921

“Macchia rossa” di Wassily Kandinsky del 1921

Nel febbraio 1917 sposa Nina Andreevsky, figlia di un generale, dalla quale ha un figlio, Volodia, che muore nel 1920. Due anni più tardi torna in Germania, a Berlino, dove resta fino al 1933, lavorando come insegnante di decorazione murale al Bauhaus. In questi anni stringe amicizia con Paul Klee.

“Punto e linea sul piano”

Sono anche gli anni della pubblicazione del saggio “Punto e linea sul piano”. Nello scritto, Kandinsky si sofferma sul significato delle forme, piuttosto che su quello del colore come aveva fatto in precedenza.

Il punto nasce quando il pittore tocca la tela ed è statico, la linea, invece, è la traccia lasciata dal punto in movimento, quindi è sinonimo di dinamismo. La linea può essere orizzontale, verticale, diagonale, spezzata, curva o mista.

Il trasferimento in Francia

Arrivato Hitler al potere, Kandinsky è accusato di bolscevismo ed è costretto ad abbandonare la Germania. Si trasferisce a Neuilly-sur-Seine, un sobborgo di Parigi, dove trascorre gli ultimi dieci anni della sua vita.

"Impressione III - concerto" di Wassily Kandinsky del 1911

“Impressione III – concerto” di Wassily Kandinsky del 1911

Nel 1937 a Monaco viene realizzata la mostra sull’Arte Degenerata, con cui Hitler condanna le nuove avanguardie artistiche e nella quale sono esposte 50 opere di Kandinskij, poi vendute a basso costo all’asta ad acquirenti stranieri.

Nel 1938 partecipa alla mostra Abstracte Kunst nello Stedelijk Museum di Amsterdam. Nel 1942 dipinge la sua ultima grande tela, Tensions dèlicates. In seguito, realizza soltanto opere di piccolo formato. Muore a Neuilly-sur-Seine nel 1944.

Le opere teatrali

Kandisky si dedica anche al teatro, concependolo in una nuova forma espressiva a carattere multimediale. Nel teatro di Kandinsky, infatti, forma, suono, colore, luce e movimento sono in strettissima relazione fra loro.

Ricordiamo i frammenti teatrali “Paradiesgarten” e “Daphnis und Chloe”, del 1908-1909. Al 1909-1914 risalgono i testi delle sue “composizioni sceniche”: “Suono giallo”, “Suono verde”, “Bianco e Nero”, “Viola”.

Patrizia Capoccia

Patrizia Capoccia

Dopo gli studi in Comunicazione e dopo la specializzazione in Giornalismo, diventa giornalista pubblicista. Si interessa di arte, cultura e fotografia per la quale nutre una passione fin dai tempi universitari.


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